La pozzanghera:cosa resta delle emozioni che non diciamo.

Quando guardo BuddyMelt, il mio sguardo scende sempre in basso. Ai suoi piedi, sotto le sneaker bianche, c'è una pozza dello stesso colore del corpo. È facile notarla per ultima. Per me è il punto da cui tutto è partito.
Quello che si scioglie
Ci sono emozioni che non diciamo. Le teniamo dentro per paura di come verranno accolte, o per la vergogna di provarle. Facciamo finta di niente, e intanto la giornata va avanti.
Tenerle dentro ha un costo. Ogni volta che una parola resta in gola, un pezzo di noi si scioglie un po'. All'inizio non si vede. Poi si accumula, piano, sotto i piedi.
La pozzanghera è questo: lacrime che nessuno ha visto, frasi rimaste a metà, pezzi di noi lasciati andare senza accorgercene.

Perché è dello stesso colore
Ho voluto che la pozza avesse esattamente il colore del corpo. Giallo sotto il giallo, bianco sotto il bianco.
Quello che perdiamo per strada resta nostro. Viene da dentro, ha la nostra stessa sostanza. Anche quando lo lasciamo a terra, continua a parlare di chi siamo.


Ci si cammina dentro
BuddyMelt sta in piedi dentro la sua pozza, con le scarpe ben appoggiate, e va avanti.
Mi riconosco in questo. Certe emozioni sono con me da anni. Ho imparato a camminarci dentro, un passo dopo l'altro. Alcuni giorni pesano di più, altri quasi non le sento. Ma sono lì.
Forse la cosa più sincera che possiamo fare è guardarle. Dare loro una forma, un colore, un posto dove poterle ritrovare.

Quello che resta
La pozzanghera è quello che resta delle emozioni che non diciamo. È la prova che le abbiamo sentite.
Ogni volta che guardo quella pozza penso alle cose che ho tenuto per me. Per un momento mi sembrano più leggere, perché finalmente le vedo.
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